Milano – Prima in tutto. Prima grandissima cestista italiana, prima a conquistare per l’Italia una coppa europea nello sport femminile con il suo Geas. Miglior giocatrice di basket al mondo – proclamata nel 1975 dalla FIBA. Fra le prime a scendere in campo nella battaglia per la parità di trattamento fra uomini e donne nello sport. Grande campionessa, e poi giornalista, popolarissima conduttrice e opinionista di sport in tv. Questo e altro è stata Mabèl Bocchi, icona del basket e di tutto lo sport italiano, spentasi oggi a 72 anni dopo malattia nella sua abitazione di fronte al mare di San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza.
Un lutto per la pallacanestro, un lutto per tutto il mondo dello sport. “Lei e Dino Meneghin sono stati i giganti della loro epoca – ha detto a Sky Sport il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, alla notizia della morte di Mabèl Bocchi – : il fatto che sia stata eletta come miglior giocatrice del mondo la dice tutta“. Di lei Petrucci ha sottolineato che “aveva una grande personalità, in squadra e anche fuori, era una leader, faceva la sindacalista quando ancora nel basket non c’era il sindacato. Ha avuto una vita travagliata. Con lei se ne va una delle pagine più belle della mia vita”.
Dolore in casa Geas, la società sportiva e la squadra di Sesto San Giovanni in cui – dopo aver esordito nella Pallacanestro Avellino – Mabèl Bocchi militò dal 1969 al 1978, gli anni più belli della sua vita sportiva, mentre la Federazione Italiana Pallacanestro le dà l’addio con un “Ciao Mabèl, meravigliosa campionessa”. Nel suo albo d’oro ci sono 8 scudetti in 9 anni e una Coppa Campioni nel 1978 con il Geas, tre edizioni degli Europei in Nazionale, con la conquista del terzo posto nell’edizione italiana del 1974, e un quarto posto ai Mondiali del 1975 in Colombia, dove Mabèl Bocchi si classificò miglior realizzatrice del torneo. E nel 2007 è stata la prima giocatrice ad essere inserita nell’Italia Basket Hall of Fame.
Era nata nel 1953 a Parma da padre italiano e madre argentina, che le aveva dato accanto a quello di Liliana i nomi spagnoli di Mabèl e di Gracielita, quest’ultimo in ricordo di una sua sorella maggiore morta prima che lei nascesse. Ha un fratello, Norberto, campione di bridge, mentre la sorella Ambra, a sua volta ex cestista in serie A, è allenatrice a Scalea. Vicino a lei Mabèl era andata ad abitare, lontano dalla città. Alta 1,87, fisicamente potente e tecnicamente impeccabile, sui parquet degli anni ’60 e ’70 Mabèl era un’antesignana, la rappresentazione del futuro del basket femminile. Una trascinatrice, e anche un “cervello” in campo e fuori, come dimostrarono i suoi successi nello studio universitario, nell’insegnamento sportivo, nel giornalismo televisivo (moltissime partecipazioni alla Domenica Sportiva Rai negli anni ’80) e in quello scritto (è stata collaboratrice della Gazzetta dello Sport). Non le mancò una breve esperienza cinematografica, nel film “Lui è peggio di me” del 1985 con Renato Pozzetto e Adriano Celentano.
FOTO: Mabèl Bocchi giovanissima in campo, e in anni più recenti
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