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DAN PETERSON FESTEGGIA 90 ANNI IN REGIONE LOMBARDIA CON L’OLIMPIA DI IERI E OGGI

– Milano – Davanti a una platea di vecchi amici e oltre cinquanta giovani cestisti, uniti in maniera trasversale nella passione per il basket e nell’ammirazione per il Coach per antonomasia, con la conduzione del giornalista Mediaset e DAZN Mino Taveri è appena andato in scena nel Belvedere della Regione Lombardia un festeggiamento-bis (dopo quello di gennaio che vi raccontammo nel numero 33 della newsletter del GLGS) per i 90 anni di Dan Peterson, che ha accolto i presenti con un “Amici sportivi e non sportivi, buonasera!” prima di un simpatico scambio in chiave Milano vs. Varese col Governatore regionale Attilio Fontana.
“Non è mai stato aggressivo e non ha mai voluto umiliare gli avversari, oltre a essere un grande divulgatore di sport: pur da tifoso avversario, non l’ho mai fischiato” ha affermato Fontana, prima di unirsi al grande Dan in un complimento all’Olimpia fresca vincitrice della Coppa Italia. Altrettanti complimenti, rivolti al protagonista della serata, dalla padrona di casa Federica Picchi, Sottosegretaria a Sport e Giovani della Lombardia: “A dispetto di una stazza fisica ben diversa dai giocatori, con la sua grinta e sapienza è un esempio vivente delle qualità che servono per conquistare i propri obiettivi nella vita e per guidare le persone a conquistarli. Sottolineo, inoltre, come il basket sia la disciplina con maggior crescita nel tasso di tesseramento regionale!”
Dopodiché, spazio ai co-protagonisti della sua carriera. Dino Meneghin ha ripercorso la “ricostruzione dello spirito Olimpia” da parte di coach Dan, pure attraverso gli allenamenti difensivi punitivi, per racchiudere tutto così: “Mi ha dato la cosa più preziosa che un giocatore possa ricevere: la fiducia”. Vittorio Gallinari ha ricordato quel “Tu Gallo, con l’intelligenza cestistica che hai, devi diventare come Bobby Jones” perché a prescindere dai punti segnati in prima persona era quello che, col suo operato in campo, contribuiva ai migliori parziali della sua Olimpia. Commossa la risposta di Peterson: “Non avrei potuto fare nulla senza che questi campioni corressero e sputassero sangue per me, per la squadra. Cosa ho dato a loro per farmi rispettare? Fiducia, come diceva Dino, e chiarezza. Dire le cose come stanno, senza vendere fumo. Questo è ciò che vogliono”.
Immancabili, inoltre, gli aneddoti di sempre, dal ritorno in taxi dalle partite perse per non avere nulla a che fare coi suoi giocatori post-sconfitta, fino ai sospetti di essere un agente della CIA perché un suo arrivo in Cile fu “precursore” della caduta di Allende, passando per le ironie di Meneghin & co. sui suoi nostalgici ricordi del cottage in Wisconsin e la sliding door che nel 1987 lo vide nicchiare su un’offerta per il Milan di Berlusconi. E le tre fasi della vita cestistica: Gioco, Sport, Professione, dove l’essenziale è capire bene e presto a che livello si è. Ancora più immancabile, in prima fila e al suo fianco la moglie Laura Verga, che con amorevole cura… da vera Coach, gli vieta la colazione mattutina se non fa i suoi esercizi fisici. Gustosi gli aneddoti sui tre nomi con cui lo chiama (Coach, Dan, Mister Peterson, a seconda della gravità della situazione) e la dichiarazione finale: “Io sono la seconda moglie, la prima è l’Olimpia. Ho dovuto spostare il nostro matrimonio perché c’era una partita…”
Dal passato al futuro al presente: l’Olimpia attuale, che secondo Peterson sta giocando “col sorriso sulle labbra”. Così l’allenatore Peppe Poeta: “One of a kind, come lui non esistono altri, l’energia e la memoria che ha a 90 anni… Mi ha fatto piacere persino il wrestling! Io mi sveglio la mattina alle 8, lui a quell’ora ha già pronte delle analisi sulle mie partite che è un piacere leggere”. Il direttore sportivo Christos Stavropoulos: “Prima di venire in Italia, per me Dan era un mito. Oggi sto conoscendo una persona fantastica. Sempre seduto con la sua signora a bordocampo, sempre pronto a venire a salutare la squadra nel pre-partita con educazione squisita. Giochiamo anche per onorare la memoria di quello che fecero lui e la sua Olimpia: quest’anno vogliamo completare l’opera con lo scudetto”.
A conclusione della serata, il lancio del docufilm Dan Peterson: per sempre Numero 1 nelle sale e la consegna di alcuni riconoscimenti: a Meneghin e Gallinari senior il gagliardetto di Regione Lombardia, a Coach Peterson una targa speciale di Regione Lombardia e una maglia dell’Olimpia Milano. Numero 90, of course.

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