Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi

GLGS E USSI – UNA VITA NELLA STAMPA SPORTIVA

GLGS E USSI – UNA VITA NELLA STAMPA SPORTIVA

di Filippo Grassia – già Presidente GLGS e USSI

Una vita nella stampa sportiva. L’avventura ebbe inizio nel 1984 quando alcuni colleghi mi chiesero di candidarmi alla presidenza del GLGS per dare nuovo slancio all’associazione. Proprio io, ma siete sicuri? Dissi di sì dopo aver ricevuto l’incoraggiamento di Indro Montanelli, mio direttore de Il Giornale Nuovo, nel corso d’un indimenticabile pranzo in via Senato.

Presi così il posto di Enrico Crespi che era stato anche a capo dell’USSI. Furono anni impegnativi al servizio di una categoria straordinaria, ricca di nomi che hanno fatto storia e non hanno esitato a collaborare: da Candido Cannavò a Gualtiero Zanetti. Come dimenticare – fra i tanti – Gianni Mura, che si prese l’incarico di scegliere il menù del galà natalizio all’Hotel Brun, e Bruno Pizzul che conduceva conviviali e convegni con la consueta maestria. C’eravamo tutti. Arrivammo ad avere uno straordinario numero di iscritti. Ci riuscimmo grazie al lavoro di fantastici consiglieri, orgogliosi di indossare la maglietta del gruppo.

In quel periodo lavorammo sodo sul piano sindacale per difendere ed esaltare l’unicità della nostra professione (vedi “notturno” e “domenicale”), l’attività dei collaboratori pubblicisti, l’indipendenza dalle società sportive. Per ogni club di calcio, basket e volley, c’era un “uomo” del GLGS a fare da tramite in difesa dei nostri diritti, specie al momento di rilasciare gli accrediti. A Milano ci pensava David Messina, amico del cuore, con Inter e Milan. E le tribune stampa furono davvero riservate ai giornalisti. In un’occasione allontanai persino Ancelotti. A Como portammo il riscaldamento nelle cabine dei radiotelecronisti. A Brescia furono completamente ristrutturate le nostre postazioni. E dal GLGS partì la riforma dei parametri minimi indispensabili delle tribune stampa.

Nel 1987 lasciai il testimone ad Angelo Rovelli in seguito al mio passaggio a La Stampa come capo dello sport. Nel frattempo Giorgio Tosatti mi aveva voluto come suo vicepresidente all’USSI dove poi divenni suo successore per tre mandati, facendo sentire in particolare la nostra voce in seno al sindacato nazionale della stampa, al Coni e alla Figc. Ma questa è un’altra storia che si è dipanata grazie all’esperienza maturata in seno al GLGS. Ai miei successori il ringraziamento per l’attività portata avanti in tempi sempre più complicati per l’associazionismo e i cambiamenti repentini che incidono sulla nostra professione. Troppe le collaborazioni con partite Iva, poche le assunzioni a tempo indeterminato: ne va del nostro futuro. Resta forte la speranza che la deontologia professionale sia sempre il nostro mantra.

Al Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi e alla sua governance l’augurio più sentito di buon 80simo compleanno e proficuo lavoro.

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