di Gabriele Tacchini – Presidente Onorario GLGS, Vice Presidente nazionale USSI
Da venerdì scorso, accanto al tradizionale logo del GLGS, compare un numero, 80. Sono gli anni compiuti dal Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi. E presto si unirà un altro 80, quello relativo agli anni che compie l’Unione Stampa Sportiva Italiana, di cui il GLGS è delegazione lombarda. Sì, perché tutto avvenne nel volgere di pochi mesi, fra il dicembre 1945 e la primavera 1946: Milano fece da stimolo e da traino alla nascita dell’Unione, così definita dal momento che in quei mesi e nei successivi sarebbero nate nuove aggregazioni, diventati gruppi regionali o interregionali.
Il 18 dicembre 1945 è la data a cui viene fatta risalire la fondazione del nostro Gruppo: in quell’Italia che stava rinascendo dalle ceneri della guerra, c’era un fervore di iniziative e a Milano erano particolari quelle riguardanti l’informazione. Con la costituzione di un Gruppo, si voleva concretizzare la volontà di dare una struttura organizzata a supporto di una categoria, quella del giornalismo sportivo, che stava acquisendo una importanza sempre maggiore. Al tempo stesso veniva ripresa l’idea che era stata alla base della nascita, il 21 novembre 1913, a Torino, dell’ASSI (Associazione Stampa Sportiva Italiana) che – a parte il periodo del primo conflitto mondiale – avrebbe svolto il suo ruolo fino al 1926 quando, sotto il fascismo, venne soppressa.
Dopo una serie di contatti, quel 18 dicembre si tenne la riunione decisiva, annunciata dalla Gazzetta dello Sport con una notizia dal titolo “Oggi riunione dei giornalisti sportivi” e un breve testo: “Alle ore 15 di oggi avrà luogo a Milano, presso l’Associazione lombarda dei giornalisti, la seconda riunione dei giornalisti sportivi milanesi per l’esame e la discussione dello statuto del costituendo gruppo di categoria”. In quella riunione, con una quarantina di partecipanti (fra cui firme fra le più importanti del settore), nasceva il Gruppo Milanese Giornalisti Sportivi, che nel 1988 sarebbe diventato Gruppo Lombardo Giornalisti Sportivi, con l’aggiunta, avvenuta nel dicembre 2012, di USSI Lombardia. L’intento? “…dar vita ad un’operante solidarietà di categoria, tutelare gli associati in tutti gli aspetti della loro specifica attività professionale…”.
L’anima di quel Gruppo – insieme a Leone Boccali e Martino Voghi – e naturale primo presidente, fu Bruno Roghi, che sarebbe poi diventato anche il primo presidente dell’USSI. Nomi, il suo e quello di altri padri fondatori, che hanno fatto la storia del giornalismo sportivo così come molti altri che si succeduti in ruoli più o meno importanti nella vita dell’attuale GLGS. Con il passare del tempo, con l’evoluzione della professione – che ha conservato i suoi principi cardine ma ha dovuto fare i conti con una prorompente evoluzione tecnologica a partire soprattutto dagli Anni Ottanta – i problemi che affliggono la categoria si sono sempre più accentuati. E anche per il GLGS – che conserva una duplice anima, quella sindacale di gruppo di specializzazione della FNSI e quella più propriamente sportiva di associazione Benemerita del CONI – farvi fronte è diventato sempre più impegnativo: ma da Enrico Crespi a Filippo Grassia, da Angelo Rovelli a David Messina, a chi scrive, a Pier Augusto Stagi, ovvero i presidenti (e ovviamente i relativi Consigli Direttivi) che si sono succeduti in questi ultimi quarant’anni hanno sempre cercato di farvi fronte nel miglior modo possibile. A volte con successo, a volte meno. Ma sempre con l’obiettivo di valorizzare una professione alle prese con una impressionante, e a tratti incontrollata, frammentazione.
Ottant’anni costituiscono una ricorrenza importante. Una ricorrenza che per il GLGS non è tanto un momento per fare bilanci quanto un’occasione per guardare avanti con un rinnovato impegno a sostenere i suoi iscritti, e più in generale il giornalismo sportivo, nell’affrontare le nuove sfide che ci attendono.
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