MILANO – A partire dal vernissage di ieri, e fino a mercoledì 11 febbraio con apertura dalle ore 10 alle 18, la Ex Fornace sul Naviglio Pavese ospita “I am possible – la magia dello sport” a cura di Cristina Corti, che tra tanti viaggi ed eventi da immortalare per professione ha dedicato parte degli ultimi 7 anni a fotografare l’attività sportiva praticata da persone affette da disabilità. Il risultato è questa mostra, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina e patrocinata da Panathlon Club Milano, Coni e Cip Lombardia: 54 scatti da allenamenti e competizioni di 40 discipline differenti, dal calcio integrato alla handbike, dal nuoto alla danza, con una cromia che sembra brillare di luce propria, e quasi altrettante foto-backstage in bianco e nero. Il tutto corredato da foglietti sparsi sulle colonne del salone, con citazioni e pensieri scritti da coach e atleti protagonisti delle attività sportive ritratte dall’artista.
La sede dell’esposizione è Milano, ma quella delle foto è la Liguria, terra di Cristina e di suo cugino Michele Corti, figura di spicco dell’USSI Liguria, co-fondatore dell’associazione Stelle nello Sport, promotore del progetto SportAbility e organizzatore della mostra stessa, che è di fatto l’aggiornamento di altre due mostre realizzate a Genova nel 2019 e nel 2024. Davanti a un pubblico che includeva i ragazzi dell’Inter Special, il progetto di calcio paralimpico e sperimentale della società nerazzurra, Michele Corti ha accolto e presentato i numerosi ospiti.
A partire dall’ospitante Santo Minniti, presidente del Municipio 6 del capoluogo lombardo, che ha affermato la valenza dello sport come sfida non con gli altri ma con se stessi, per dimostrare che (come recita il nome della mostra) nulla è impossibile; al suo fianco Francesco Fumagalli, presidente della commissione Sport del medesimo municipio, ha sottolineato come lo sport abbatta le barriere più della scuola, della società e della strada. In rappresentanza della giunta CONI Lombardia, Marco Contardi ha ribaltato il focus: lo sport paralimpico mette in secondo piano le disabilità ed esprime diverse abilità. Gli ha fatto eco Alceste Cavallini, delegato provinciale milanese nel CIP Lombardia: lo sport paralimpico non riguarda la disabilità, bensì le capacità residue degli individui; e bisogna farlo conoscere nelle scuole, non solo alle superiori ma già in elementari e medie.
In qualità di patrocinante, inoltre, è intervenuto il presidente del Panathlon milanese (e past president GLGS) Filippo Grassia, che ha ricordato le pionieristiche iniziative Panathlon come le prime partite di calcio tra ipovedenti o tra diabetici, ha invitato Cristina Corti a selezione alcune foto della mostra per partecipare al Panathlon International Photo Contest, mai vinto finora dall’Italia, e ha così chiosato: “Chi pratica questi sport acuisce altri sensi e riscatta attraverso lo sport il proprio stato di salute, risultando ben più straordinario di certi campioni acclamati”. Infine, il rappresentante GLGS nel Consiglio nazionale USSI Franco Angelotti ha denunciato le barriere architettoniche di tanti impianti sportivi milanesi.
Ultimo ma non certo meno importante, il racconto della protagonista, la fotografa Cristina Corti: “La magia dello sport è quella che toglie il dis- e diventa… abile. L’imperfezione umana svanisce nello sforzo di uno sport in cui la persona disabile mette tutta se stessa, l’atleta diventa simbolo di resilienza superando le sfide con passione e sfidando i propri limiti. Tutto nasce quando nel 2019 lavorai con un evento di pallanuoto paralimpica e rimasi talmente colpita da voler raccontare questa parte dello sport troppo poco raccontata. Nel mio obiettivo voglio ritrarre la gioia di questi fantastici atleti che si mettono in gioco, senza pietismo.”
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