Milano – Dalla collaborazione tra Regione Lombardia e un pool di tre ASST lombarde (Fatebenefratelli Sacco a coordinare, poi Lodi e Valtellina Alto Lario) col patrocinio dei comitati Olimpico e Paralimpico italiani e della Federazione Medico-Sportiva di Milano, nasce la Rete Regionale per la Medicina e la Patologia dello Sport. Presentato ufficialmente a Milano nel Belvedere Berlusconi, questo progetto prende vita dal Decreto regionale del 30 dicembre 2005 e ha obiettivi ben precisi: garantire un percorso medico efficiente, integrato ed equo e promuovere lo sport come stile di vita e, soprattutto, forma di prevenzione, all’interno di una regione che ha un numero di praticanti sportivi ben al di sopra della media nazionale e che in alta stagione accoglie tantissimi turisti sportivi.
Rivoluzionare la presa in carico degli atleti da parte della medicina sportiva. Un proposito dichiarato in apertura di evento dalla Sottosegretaria a Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, dal Direttore del Welfare lombardo Mario Melazzini, dal responsabile dell’Unità di Prevenzione del Welfare lombardo Danilo Cereda, dal responsabile relazioni istituzionali del Coni Lombardia Claudio Pedrazzini e dai vertici tre ASST coinvolte: le direttrici generali Maria Grazia Colombo (Fatebenefratelli Sacco) e Ida Ramponi (Valtellina e Alto Lario) il direttore generale di Lodi, Guido Grignaffini.
In cosa consiste il progetto l’hanno spiegato i chirurghi del Sacco, protagonisti di numerosi interventi su atleti nella loro vita professionale, Daniel Di Mattia (presidente dell’Associazione Medico-Sportiva meneghina) e Gloria Goi. La rete integrerà al proprio interno le strutture medico-ospedaliere delle 3 ASST e le specialità di chirurgia, otorinolaringoiatria, ortopedia, oculistica, cardiologia, allergologia, fisiatria e riabilitazione. L’atleta tesserato/tesserata per una Federazione sportiva o per qualsiasi Ente di promozione sportiva dovrà inserire nel sistema il proprio numero di tessera in corso di validità. Avrà diritto a una visita di medicina generale dalla quale potrà già uscire con un’impegnativa per esami o interventi di secondo livello. Inoltre gli esiti degli esami di idoneità agonistica saranno presenti nel Fascicolo Sanitario, per essere immediatamente accessibili, e sono previsti equipe multidisciplinari per i casi complessi e percorsi assistiti per chi dovesse vedersi sospesa l’idoneità o risultare non idoneo. Il tutto per rendere fluido il processo infortunio-diagnosi-cura, ottimizzare il timing necessario per tornare prima possibile alle competizioni senza compromettere né salute né performance, limitando così i rischi di sindromi depressive nell’atleta che si vede privato della sua vita sportiva, e contestualmente incoraggiare la prevenzione.
Su quest’ultimo aspetto si sono infine imperniate le testimonianze di diverse personalità legate allo sport. Se infatti “quando sei un atleta, il tuo corpo è tutto” come ha recitato il video introduttivo della presentazione, è fondamentale in primis saperlo ascoltare e trovare il coraggio di rivolgersi al personale medico quando si percepisce un trauma, un dolore, una potenziale patologia. Saper rinunciare lì per lì a delle partite o delle gare, evitando di “fare gli eroi che non sentono mai male” per tutelare la propria salute sul lungo termine. Non è certo facile, ma proprio per questo occorre un cambio netto nella cultura sportiva italiana.
A declinare tali princìpi in base alla rispettiva disciplina e alla propria storia, mescolando aspetto puramente fisico e componente mentale e psicologica, sono stati l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale Francesco Toldo, l’ex hockeista azzurro e dirigente del Milano Rossoblu Ico Migliore, il maestro di kyokushinkai Luigi Passamonte, la nuotatrice Emma Buschmann, la presidentessa della squadra ciclistica femminile BePink Emanuela Zini, il capitano di Urania basket Andrea Amato, la team manager del Milan femminile Laura Fusetti, il musicista Faso (bassista di Elio e le Storie Tese e presidente della Ares Baseball) e Daniele Sironi, che dopo il trapianto di cuore si è avvicinato a AIDO e ANED e, nel terzo anniversario dell’intervento salvavita, ha completato nel 2024 la mezza maratona di Milano: “Quando vado a parlare nelle scuole, sottolineo ai ragazzi l’importanza dello sport per prevenire certe patologie. Ben venga questo progetto, questa Rete, per facilitarli a proseguire il proprio percorso sportivo!”
0 Commenti
Nessun commento!
Puoi essere il primo a commentare questo articolo!