di Gabriele Tacchini per l’USSI
“Non possiamo organizzare grandi Olimpiadi, come sembra siano state le nostre, senza organizzare grandi Paralimpiadi”. Più che un auspicio è una promessa quella che un sorridente e soddisfatto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, ha fatto in occasione del suo intervento all’evento Passione senza limiti, col quale Allianz ha voluto celebrare vent’anni di partnership con il Comitato Internazionale Paralimpico (ICP) a undici giorni dall’avvio dei Giochi in terra italiana e alla vigilia dell’inizio del viaggio della fiamma. Un viaggio che, dopo l’accensione a Stoke Mandeville, culla del movimento, approderà a Torino per poi proseguire per altre località, sotto diverse forme, e riunirsi a Cortina il 3 marzo per poi dare vita a un’unica Fiamma Paralimpica e a una vera e propria staffetta attraverso il Veneto toccando Venezia, Padova e, infine, Verona dove, il 6 marzo, si terrà la cerimonia d’apertura dei Giochi Paralimpici invernali.
Allianz e la sua torre – la più alta d’Italia, una delle più alte d’Europa, nel cuore di Citylife – saranno punto di riferimento di queste Paralimpiadi. Tanto che, in quel periodo, il 47° piano, trasformato in uno chalet di montagna, sarà la Casa Paralimpica Italiana del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) a Milano. La convinzione nella forza della partnership con i movimenti olimpico e paralimpico l’ha espressa l’amministratore delegato della compagnia d’assicurazioni, Giacomo Campora, “orgoglioso di quanto il nostro Paese ha mostrato a tutto il mondo e fiero di quanto Allianz sta mettendo in campo – da cinque anni, non da pochi mesi – per sostenere l’organizzazione, la sicurezza e la magia di Milano-Cortina 2026. Ora il sogno continua con i Giochi Paralimpici”.
Sulla partnership fra Allianz e IPC si è soffermato anche il presidente del CIP Giunio De Sanctis: “Un impegno – ha detto, in videocollegamento da Roma – che, grazie al lavoro condiviso, si traduce anche in Italia in progetti e iniziative capaci di diffondere i valori dello sport paralimpico e dell’inclusione”. De Sanctis ha espresso la ferma volontà di emulare quanto l’Italia Team ha fatto nelle Olimpiadi appena concluse: “Non potremo farlo come numero di medaglie, essendoci un minor numero di discipline, ma lo faremo sul piano dell’impegno”.
Andrew Parsons, presidente dell’IPC, ha voluto ricordare il supporto di Allianz definendolo “fondamentale, permettendoci di crescere”. Quanto ai Giochi 2026 (che saranno concentrati fra Cortina e Tesero mentre a Milano ci sarà solo l’hockey) ha detto di attendersi “uno scenario favoloso: tutto aiuterà ad amplificare il messaggio di inclusione”.
Ma questa Paralimpiade si apre con la grana legata al fatto che atleti russi (sei) e bielorussi (quattro) potranno gareggiare sotto la loro bandiera e con eventuale loro inno: l’Ucraina e qualche altro Paese non ci stanno e non sfileranno alla cerimonia inaugurale. Parsons, in proposito, è stato netto nel post-evento, tutto incentrato su questa situazione: “Ci dispiace e rispettiamo la loro decisione – ha detto – ma l’assemblea generale dell’IPC in settembre ha deciso di revocare la sospensione per quanto riguarda atleti russi e bielorussi. Quindi devono essere trattati come tutti gli altri”. Ma il CIO si è comportato diversamente. “Siamo organizzazioni differenti ed è già capitato di prendere decisioni differenti, senza che ci fossero conseguenze nei nostri rapporti. Rimangono stima e rispetto”. Timori di boicottaggi per questa vicenda? “Ci sono vari modi e spazi per mandare messaggi. Dunque, mi auguro proprio di no”.
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