COMUNICATO STAMPA
Rozzano — Cinquanta giovani, in un solo anno, sono stati sottratti ai rischi della strada e a contesti familiari fragili grazie a “Un gancio da Dio”, il progetto che unisce fede e pugilato ideato da Don Luigi Scarlino, sacerdote di Rozzano, alle porte dell’hinterland milanese. È il dato emerso ieri sera proprio nel luogo in cui tutto è iniziato, l’oratorio di Sant’Angelo, che ha riunito quanti hanno creduto fin dall’inizio nella forza di un’iniziativa capace di ribaltare gli stereotipi sul pugilato, sport percepito come solo violento e lontano da valori educativi. Ma che invece si è rivelato mezzo di riscatto.
Tra i presenti il Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia, Federica Picchi, Don Scarlino, il sindaco di Rozzano Mattia Ferretti, il campione di pugilato Maurizio Stecca, oro alle Olimpiadi di Los Angeles dell’84, il responsabile settore professionisti della Federazione Pugilistica Italiana (FPI) Andrea Locatelli, i rappresentanti e volontari della Pastorale Giovanile Discepoli di Emmaus. L’iniziativa, patrocinata dalla FPI, lo scorso anno aveva attirato grande attenzione. Oggi viene riconosciuta per i risultati concreti che sta producendo a beneficio dei giovani e dell’intera comunità.
“Un’iniziativa che opera attraverso lo sport e vuole far rinascere persone, quartieri e comunità”, ha dichiarato Federica Picchi-. Come Regione Lombardia abbiamo fin da subito creduto nell’intuizione di Don Scarlino e oggi ne vediamo i frutti. Ne sono davvero felice”, ha proseguito Picchi-. Progetti come Un Gancio da Dio dimostrano che lo sport è un’arma efficace contro il disagio giovanile, e i ragazzi presenti qui ne sono la prova”.
Il riferimento è al progetto, denominato nello specifico “Modello Rozzano”, nato dal lavoro sinergico tra Governo, Comune, Regione Lombardia e Prefettura di Milano, che prevede un investimento complessivo di oltre 25 milioni di euro da destinare a quattro ambiti prioritari: infrastrutture, sport e giovani, sociale, scuola e formazione.
“Un’azione coordinata che punta alla valorizzazione del territorio e coesione sociale. Ringrazio in primis il nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni che si è personalmente spesa per questo progetto e poi tutto il Governo da lei guidato, con un particolare grazie al commissario tecnico Fabio Ciciliano e a tutti i Corpi dello Stato coinvolti in questo progetto “.
Il sindaco Mattia Ferretti ha dichiarato: “Questa iniziativa unisce sport, cultura, educazione e fede in un linguaggio potente e contemporaneo. La boxe, in questo contesto, diventa molto più di una disciplina sportiva: è simbolo di riscatto, di lotta interiore e civile, di ricerca della parte migliore di sé e della comunità”.
Da parte sua, Don Scarlino ha rivolto un ringraziamento al “Sottosegretario Federica Picchi, è lei la madrina della serata: ha creduto nel progetto quando nessuno avrebbe scommesso nulla”. Scarlino ha poi ricordato l’origine dell’iniziativa: “Quando sono arrivato nel 2020 mi sono occupato di giovani con fragilità cognitive. Poi mi sono stati affidati ventenni in attesa di processo: c’era chi spacciava, chi rubava, chi fomentava risse. In oratorio svolgevano un percorso alternativo alla detenzione. Ho pensato alla boxe come sport-anti rabbia ma non con l’intento di procurare male agli altri, ma piuttosto riscattarsi, seguire regole, rispettare l’avversario. Ha funzionato, andrò avanti”.
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