Sport: un investimento che fa bene è il titolo del convegno organizzato dall’Osservatorio Metropolitano di Milano in collaborazione con Fondazione Cariplo, Panathlon Club Milano e Università Bicocca nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi. Una mattinata di riflessioni, prese di posizione e testimonianze, moderate da Bruno Dapei e Filippo Grassia, rispettivamente direttore e vicepresidente dell’Osservatorio, che hanno fatto emergere un duplice messaggio: lo sport come motore di sostenibilità sociale e la necessità di un netto miglioramento della situazione infrastrutturale in Italia e in Lombardia.
A tal proposito si è levato l’appello di Grassia in apertura, che parte dei 197 milioni derivanti dalla vendita di San Siro a Inter e Milan vengano utilizzati per un’adeguata pista di atletica e per una serie d’impianti che riportino a Milano diverse discipline oggi costrette fuori dal capoluogo, e su questo tema si sono concentrati nei propri saluti istituzionali la sottosegretaria regionale Federica Picchi, l’assessora milanese Martina Riva, il suo quasi omonimo Marco Riva (presidente Coni Lombardia) e la decana del Corpo Consolare di Milano, la console uruguayana Veronica Crego.
Alle loro voci si sono aggiunte quelle di Dario Bolis, direttore della comunicazione di Fondazione Cariplo (“Se abbiamo 160mila ragazzi in Lombardia che non studiano, non lavorano e non fanno sport, abbiamo un grosso problema di futuro”) e del prof. Davide De Lungo, collegato da Roma in qualità di consigliere della Camera: “Lo sport è fondamentale nell’invecchiamento attivo e la riforma costituzionale che ha inserito lo sport nell’articolo 33 ne riconosce ufficialmente il ruolo nella società: non è diverso e non è da meno rispetto ad altre forme di welfare, è uno strumento psicofisico che abbatte barriere”.
Qui s’innesta la seconda parte dell’evento, dedicata all’esposizione di due ricerche sull’impatto sociale dello sport. La prima a cura dei ricercatori della Bicocca Lavinia Pastore, Angela Rizzo e Matteo Ghibelli, coordinati dal prof. Mattia Martini: lo sport contribuisce al 3,5% del Pil dell’Italia, con oltre 400mila occupati e ricavi per oltre 100 miliardi di euro all’anno, e impatta positivamente su numerose aree individuali e collettive, ossia il benessere, le soft skills, la crescita personale, l’inclusione sociale, la rigenerazione urbana e lo sviluppo del territorio. Le famiglie tendono a evidenziare i progressi relazionali che l’attività sportiva comporta, gli allenatori evidenziano i miglioramenti generali nel problem solving da parte degli atleti, e l’indice SROI (valore sociale dello sport) risulta pari a 3: ogni euro investito nello sport produce 3 euro di valore sociale.
Il secondo studio è quello presentato da Roberto Ghiretti, storico dirigente pallavolistico e fondatore dello Studio GS Plus. Partendo dalle recenti dichiarazioni del presidente dell’INPS Fava sull’importanza dello sport anche come risparmio per lo Stato, in un Paese che tende all’invecchiamento e che ha ancora qualche difficoltà a costruire una vera cultura sportiva. Un terzo degli enti del terzo settore in Italia oggi è attivo nel mondo dello sport e, rispetto al 2019, sono aumentati di oltre il 2% i praticanti sportivi in Lombardia. D’altro canto Ghiretti ha ricordato che più dell’80% degli impianti sportivi lombardi risale a prima del 2000, ha denunciato la chiusura dei battenti di società sportive strozzate a livello economico e legislativo, e ha concluso con un messaggio che è il suo cavallo di battaglia: “Lo sport è la più grande rete sociale del Paese”.
A concludere e arricchire di spunti la giornata, brevi ma incisivi speech che hanno fotografato l’impatto positivo dello sport da diverse angolazioni, dal mondo del lavoro a quello scolastico fino a quello paralimpico, con relatori del calibro di Lucia Visconti Parisio, economista della Bicocca, Carla De Albertis, responsabile cultura-società dell’Osservatorio Metropolitano, la pluri-medaglia d’oro del nuoto paralimpico (e studente del Politecnico) Alberto Amodeo, l’ex tennista e oggi apprezzato commentatore Stefano Pescosolido, e il presidente della Powervolley Milano Lucio Fusaro.
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