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ADDIO A BAGNOLI, IL “MAGO DELLA BOVISA”, NELLA STORIA CON LO SCUDETTO DEL VERONA

ADDIO A BAGNOLI, IL “MAGO DELLA BOVISA”, NELLA STORIA CON LO SCUDETTO DEL VERONA

  Milano – Osvaldo Bagnoli si è spento oggi a 91 anni a Verona, la città che per lui, milanese purosangue della periferica Bovisa, era diventata la “sua” Verona.  Qui Bagnoli era entrato nella storia del calcio quando, 41 anni fa, dalla panchina aveva condotto una squadra di provincia come l’Hellas alla conquista dello scudetto.

Fu stupore e fu ammirazione generale per quel primato del 1985, oggi già leggendario, che si incastonava tra gli scudetti della Juve e spezzava il dominio dei club metropolitani con giocatori “umani” come Tricella, Fanna, Di Gennaro e Galderisi.

Di umili origini, nato il 3 luglio 1935 in uno dei quartieri ultrapopolari di Milano “nobilitato” dagli scritti di Giovanni Testori, grazie alla sua impresa di allenatore Osvaldo Bagnoli era stato ribattezzato “Il mago della Bovisa”.  Uomo di grande schiettezza e serietà, forte impronta dialettale nella parlata, Osvaldo era entrato nel mondo del calcio partendo dai campetti improvvisati dell’estrema periferia per poi attraversarlo in lungo e in largo, prima da giocatore e quindi da tecnico.

Gli inizi da centrocampista col Milan anni ‘50, poi una lunga carriera – spesso lodevole anche se mai clamorosa – in varie squadre tra cui Verona, Catanzaro e Spal.  Chiusa col Verbania nel 1973 l’esperienza da calciatore, Bagnoli ripartì subito con quella da allenatore nella stessa squadra piemontese.  Seguirono le panchine di Solbiatese, Como, Rimini, Fano, Cesena, e dal 1981 al 1990 quella dell’Hellas Verona, dove si compì il “miracolo” dello scudetto 1985. Ma ben più che un miracolo, l’impresa di Bagnoli e dei suoi uomini fu il frutto di una lunga preparazione e di una continua evoluzione tattica, partita dalla Serie B (1981), proseguita con l’immediata promozione in A e ancora con due finali di Coppa Italia.  Nel 1985 il trionfo, che fece entrare Osvaldo Bagnoli nel gotha degli allenatori vincenti.

Nel 1990 l’addio a Verona dopo 9 anni, soprattutto a causa di contrasti con la nuova dirigenza. Due stagioni sulla panchina del Genoa, e infine l’approdo a quella dell’Inter di Ernesto Pellegrini: un incarico di prestigio e di impegno, che si rivelerà fatto di luci nella prima stagione (secondo posto in rimonta in campionato) e di ombre nella seconda, anche per l’incompatibilità fra il tecnico e la coppia olandese Jonk-Bergkamp. Bagnoli viene esonerato a febbraio 1994, e nonostante diverse “chiamate” deciderà di chiudere con la carriera di allenatore a soli 59 anni.

Nel 2017 Bagnoli è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.  Il 20 gennaio 2018 era stato nominato presidente onorario dell’Hellas Verona.

(S.G.)

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