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ADDIO A GIORGIO ARMANI, UN GRANDE DEL MADE IN ITALY E DELLO SPORT

ADDIO A GIORGIO ARMANI, UN GRANDE DEL MADE IN ITALY E DELLO SPORT

Milano –  Se ne è andato un grande esponente del made in Italy e un grande uomo di sport. Giorgio Armani è morto a 91 anni – compiuti lo scorso 11 luglio – a Milano, sua città d’adozione, dove ha sviluppato tutta la sua attività e dove è stato proclamato il lutto cittadino, stessa decisione presa a Piacenza, dove era nato. Ha lavorato fino all’ultimo, come hanno testimoniato i suoi collaboratori nella nota con la quale hanno annunciato la sua scomparsa: “Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”.

Inutile dire cos’hanno rappresentato Giorgio Armani e lo stile Armani nel mondo della moda. In cinquant’anni di attività è diventato il nome italiano più conosciuto a livello planetario: non a caso era chiamato “Re Giorgio”.  La perfezione era il suo credo e proprio il controllo di ogni dettaglio è stato uno dei cardini del suo successo.

Ma qui vogliamo ricordare Giorgio Armani e lo sport, che lui ha sempre amato, riconoscendone nei suoi valori quelli che erano anche i valori etici che hanno contraddistinto la sua vita: impegno, coraggio, abnegazione nel superare le avversità, e soprattutto spirito di squadra. Allo sport ha dato molto: l’eleganza, anzitutto, creando anche un marchio apposito, EA7. Da Londra 2012 in poi ha vestito le delegazioni olimpiche e paralimpiche italiane in tutte le edizioni dei Giochi, estivi e invernali, suscitando ammirazione generale. Per non parlare della collaborazione con la Federcalcio, con la Fisi, con tante realtà calcistiche nazionali e internazionali, con singoli atleti di primo piano come Sofia Goggia, Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini. La Juventus ha appena firmato un accordo di collaborazione biennale, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina saranno nel suo segno. “Oggi piangiamo un grande uomo, che ha saputo unire creatività, passione e rispetto per i valori che ci rendono orgogliosi di essere italiani” ha ricordato il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò sottolineando che “la sua visione di eleganza e stile ha accompagnato generazioni di atleti e ha portato il Made in Italy in tutto il mondo, anche attraverso le divise olimpiche che portiamo nel cuore”.  E il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha voluto rimarcare la sua originalità stilistica “che ci ha reso e ci renderà fieri di un connubio capace di farci vincere sempre e comunque la medaglia d’oro dell’eleganza”. Il n.1 dello sport italiano ha aggiunto di voler onorare Armani e le sue qualità “dedicandogli, a partire da Milano Cortina 2026; i nostri prossimi successi, indossando orgogliosamente le divise che porteranno il suo nome”.

E poi la sua creatura più amata, la Pallacanestro Olimpia Milano, comunque identificata da vent’anni come l’Armani Milano. L’aveva salvata dal fallimento diventandone sponsor nel 2005 per poi acquisirne la proprietà nel 2008, riportandola ai vertici. In questi anni, la “sua” squadra ha vinto sei scudetti, quattro Coppe Italia, cinque Supercoppe italiane, anche se è solo arrivata vicina (con un terzo posto nel 2021) a quello che era il suo sogno, l’Eurolega. Il basket azzurro ha voluto ricordarlo  e oggi la Nazionale è scesa in campo con il lutto nella partita con Cipro valida per l’Eurobasket.

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